Nella mattinata di giovedì 12 agosto, verrà presentato il progetto promosso dal carcere di
Secondigliano, che prevede l'
impiego di quindici detenuti nello smaltimento della spazzatura. La conferenza stampa sarà tenuta dai promotori dell'iniziativa Franco Ionta, capo dell'amministrazione penitenziaria, Sebastiano Ardita, direttore generale dei detenuti, Tommaso Contestabile, provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria e Liberato Guerriero, direttore dell'istituto penitenziario.
Il progetto fa parte dei programmi realizzati in stretta collaborazione con
Comune, Provincia e Regione e nasce da un accordo con il carcere di Secondigliano che concede alla Coop. Liasa 97 (ora Secondigliano Rifiuti) l'utilizzo di un terreno di 2500 mq all'interno del penitenziario per l'
installazione dei macchinari specifici alla lavorazione dei rifiuti, in cambio la ditta si impegna ad assumere i reclusi come manodopera.
I prescelti, ora quindici ma destinati ad aumentare, hanno precedentemente frequentato un
corso di formazione professionale della Regione
Campania sulla raccolta differenziata, inoltre, grazie a questa esperienza, restano alte le prospettive lavorative una volta trascorso il periodo di detenzione .
Il gruppo dei nuovi lavoratori, ribattezzato Secondigliano Recuperi, si occuperà non solo della gestione dello smaltimento interno all'istituto, ma agirà soprattutto sul territorio cittadino. Ionta afferma: «Il progetto è un esempio di
virtuosa collaborazione e interazione tra carcere e territorio, un'occasione per impiegare i detenuti in un'attività di grande utilità sociale, offrendo loro la possibilità di acquisire competenze che potranno utilizzare una volta che avranno pagato il loro debito con la giustizia. Il
lavoro socialmente utile è certamente una strada da percorrere e potenziare affinchè il carcere possa offrire un'occasione di reinserimento sociale».