Caffè macchiato e sfogliatella, grazie.
Lo scontrino, naturalmente, è un optional. Perché se a
Napoli la colazione è un rito irrinunciabile non sembra esserlo altrettanto la ricevuta fiscale. Il dato, rilevato da Contribuenti.it, è assolutamente inquietante:
otto bar su dieci farebbero a meno dello scontrino fiscale.
Su 36 controlli effettuati dalla
Polizia tributaria, 28 esercenti sono stati multati: non avevano emesso il regolare scontrino fiscale. E tra i clienti, molti si trovavano tra le mani, all’atto del pagamento,
semplici scontrini di prova.
Ma allora Napoli è la città dell’evasione? “Il 78,8% di bar che non rilasciano lo scontrino fiscale è un dato comune anche ad altre realtà” sottolinea Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione dei Contribuenti italiani. Come far fronte ad un fenomeno, quello dell’
evasione fiscale, sempre più diffuso, soprattutto in tempi di crisi? Secondo uno studio di Contribuenti.it, 7 italiani su 10 chiedono
più rigore nella lotta all'evasione fiscale: il 76% del campione giudica insufficiente l'impegno del Governo nella lotta all'evasione fiscale, definendolo "poco" (45%) o "per niente efficace" (31%).
Così, parte proprio da Contribuenti.it un’idea per disincentivare l’evasione: l’uso dello scontrino “
gratta, vinci e parcheggia”. “Siamo pronti a stipulare un patto col governo: è una soluzione che può funzionare” dichiara Carlomagno. Chissà. Nel frattempo, in città tutti sembrano negare l’entità del dato: “Otto su dieci? Macché, i furbi ci sono, a Napoli come nel resto dell’Italia. Ma non a questi livelli”. E i bar del centro, in effetti, sembrano più ligi di quanto non emerga dalla denuncia di
Contribuenti.it. Na tazzulella ‘e café, cantava
Pino Daniele. Con lo scontrino, possibilmente.