Contro ogni luogo comune, in ossequio alla
globalizzazione galoppante, il re della pizza, incoronato proprio all’ombra del Vesuvio, ha gli occhi a mandorla e si chiama
Akinari Makishima.
Ha vinto, a sopresa, il
Campionato internazionale del pizzaiolo Napoli-
Trofeo Caputo, precedendo i quotati colleghi partenopei e trionfando, giapponese tra i napoletani, in barba a chi dava per scontato un successo autoctono.
Ma nell’era della pizza globale, può starci anche questo. Tanto più che Akinari
ama farsi chiamare Pasquale, dal nome del pizzaiolo che l’ha iniziato – con ottimi risultati, a quanto parte – all’arte della pizza.
Al Vulcano Buono di
Nola in 150 si sono
sfidati a colpi di margherita e quattro stagioni: tanti napoletani, ma anche una folta delegazione giapponese (in 20 a testimoniare l’amore dell’Estremo Oriente per la pizza), 7 francesi, 5 spagnoli e 10 americani. Dietro ad Akinari, che ha sensibilmente migliorato il terzo posto conquistato lo scorso anno, si sono piazzati il napoletano Enzo Cacciali e Vincenzo Sandrica. Il
Pizzafestival, che ha ospitato il campionato, proseguirà al Vulcano Buono fino a lunedì.
Tra le novità, l’originale
micro pizza-gelato, con mozzarella, parmigiano,
gelato di pomodoro su pale d’argento. Qualcuno storce il naso, tra i puristi di questa straordinaria pietanza che – partendo da
Napoli – ha messo d’accordo etnie, culture e popolazioni tra le più disparate. E che oggi incorona un giapponese – proprio così – quale re internazionale della pizza.