Tutti con il naso all’insù. Perché la
notte di San Lorenzo è una tradizione che si rinnova, ogni anno. Lo spettacolo delle
stelle cadenti, i desideri da esprimere – con gli occhi fissi al cielo – e l’incomparabile bellezza delle costellazioni. Già, ma dove?
La Napoli che si avvicina al 10 agosto si chiede perplessa (e ne ha ben donde) quali siano i luoghi privilegiati per osservare le celeberrime
Perseidi, lo sciame meteorico che l’orbita terrestre attraversa durante il periodo estivo. L’orgia di luci che ammanta la metropoli e l’hinterland sembra, in effetti, rendere assai proibitiva la ricerca.
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Non lo sarebbe se spegnessimo tutte le luci, anche solo per una notte» suggerisce provocatoriamente
Massimo Corbisiero, presidente dell’
AstroCampania, un’associazione che dal 2003 riunisce tutti gli appassionati di astronomia della regione, «
dal laureato in fisica all’operaio, senza distinzioni di sorta». Con un unico comune denominatore: la passione per i
corpi celesti.
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Il punto – denuncia Corbisiero –
è che in città le stelle di quarta magnitudine si riescono a vedere solo nelle notti invernali, magari dopo un temporale. Normalmente, si fa fatica a scorgere persino la stella polare, che è di terza magnitudine. La situazione è catastrofica». E allora, bisogna rinunciare all’ebbrezza della notte di San Lorenzo, con le sue
stelle cadenti? Nient’affatto: l’Astrocampania, per esempio, organizza in contemporanea due serate di osservazione astronomica aperte a tutti sul
Monte Faito, a Vico Equense (a partire dalle 20:30) e a Bagnoli Irpino. Ma anche chi resterà in città, potrà attrezzarsi: la regola numero uno è, naturalmente, allontanarsi dalle luci e dal traffico del centro, optando per luoghi come i Camaldoli o
Capodimonte. «
Senza dimenticarsi – aggiunge Corbisiero –
che in realtà il giorno clou per l’osservazione delle Perseidi è il 12 agosto, e non il 10, che resta nella credenza popolare il giorno privilegiato pur non essendolo più da tempo. Ma d’altronde la tradizione va rispettata e i desideri non andranno delusi».
L’AstroCampania ha circa 50 soci, attivissimi, e un gruppo di 250 appassionati che ricevono la mailing list con le iniziative e le notizie del giorno. Opera sul territorio attraverso progetti con le scuole e serate promozionali, come quelle in programma il 10 agosto, e ha in programma corsi pratici di astronomia, aperti a tutti. «
Ma va detta una cosa – sottolinea il presidente, che è anche segretario dell’
Unione Astrofili Italiani –
le Perseidi non sono molto spettacolari. Sono celebri perché le si può osservare in maniche corte e col golfino, ma gli sciami che davvero lasciano a bocca aperta sono quelli che si osservano in inverno, come le Leonidi e le Acquaridi. Per chi ha la passione, ne vale davvero la pena».
Poi, chissà, l’inquinamento luminoso delle nostre città sarà arginato o ridotto: «Anche perché esistono in commercio apparati in grado di illuminare adeguatamente senza disperdere la luce nel cielo». E allora, alla prima stella cadente il
desiderio potrebbe essere proprio quello di una Napoli meno illuminata. Provare per credere.