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Trafficanti

  • Uscita:
  • Durata: 114min.
  • Regia: Todd Phillips
  • Cast: Jonah Hill, Miles Teller, Ana de Armas, Bradley Cooper, Kevin Pollak, Shaun Toub, Brenda Koo, JB Blanc, Julian Sergi, Gregg Weiner, Jonathan Yaskoff, Jeremy Tardy
  • Prodotto nel: 2016 da MARK GORDON, TODD PHILLIPS, BRADLEY COOPER PER JOINT EFFORT, MARK GORDON COMPANY
  • Distribuito da: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Tratto da: articolo "Arms and the Dudes" di Guy Lawson apparso su "Rolling Stone"
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TRAMA

Le vicende di due amici poco più che ventenni, che vivono a Miami durante la Guerra in Iraq. I due, sfruttando un'iniziativa poco conosciuta del governo che offre alle piccole imprese contratti di fornitura alle Forze Armate, iniziano a racimolare ingenti somme di denaro. Vivono sfrenatamente nel lusso fino a quando non stringono un accordo da 300 milioni per armare l'esercito afgano. Accordo che porterà la coppia in contatto con persone ambigue e poco raccomandabili. Tra queste, esponenti del Governo americano... Basato su una storia vera.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Il tentativo di affrancarsi dalla comicità volgarissima e demenziale di Una notte da leoni  è apprezzabile ma sfortunatamente poco riuscito. Imboccando con Trafficanti la strada della commedia semiseria, Todd Phillips resta in mezzo al guado, non riuscendo a combinare come vorrebbe  l’ironia acida e stralunata di Una notte  con gli umori apocalittici e anti-sistema della satira hollywoodiana più sofisticata (una tradizione che da Altman arriva fino a David O. Russell). A suo favore gioca l’affiatamento tra due cavalli di razza come Jonah Hill e Miles Teller che, insieme al cameo di Bradley Cooper e a una promozione mirata a camuffare l’operazione, ponendola sulla falsariga dei precedenti film di Phillips, potrebbe inizialmente aiutare l’operazione al botteghino (negli Stati Uniti, dove è uscito il 19 agosto, ha incassato appena 40 milioni di dollari, un terzo di quelli totalizzati da Una notte da leoni 3 ). Tratte da un articolo di Guy Lawson apparso su Rolling Stone nel 2011 (poi divenuto un libro dal titolo Arms and Dudes ), le vicende di Trafficanti  hanno inizio negli ultimi anni dell’amministrazione Bush, mentre gli Stati Uniti sono impegnati a a stanare jihadisti e a rovesciare dittature tra l’Afghanistan e l’Iraq.  Come tanti loro connazionali, Efraim Diveroli (Hill) e David Packouz (Teller) sono due newcomers del Sogno Americano, alla ricerca dell’affare giusto per “svoltare”. Quale migliore occasione della guerra? “Ispirati” da un trafficante (Cooper) su cui grava un mandato di cattura internazionale e supportati da una rete di complicità interne ed esterne all’esercito, i due si improvvisano mercanti di armi scontate per le truppe americane impegnate in Medio Oriente. Il business funziona e le cose vanno alla grande finché i due partner rimangono in controllo, ma l’abuso di sostanze, i problemi familiari e un clima crescente di paranoia e diffidenza reciproca finirà per mandare tutto all’aria. Dentro la cornice di una classica parabola di ascesa e caduta, sullo sfondo di due antieroi senza grandezza e di un’avventura senza chiaroscuri (come se la luce artificiale di Miami, tra decor di plastica, locali kitsch e appartamenti luxury, finisse per rendere monocromatico anche il soggiacente mondo morale),  Phillips, Chin e Smilovic infilano l’ennesima stoccata alla reggenza Bush e alla sua terrificante guerra al terrore, sputtanandone ambizioni e retorica. Sull’intera operazione sembra soffiare una ventata di ultimo Soderbergh, quello più certosino e meccanico. La mancanza di originalità non aiuta e Phillips non sembra ancora possedere la giusta sensibilità per bilanciare i differenti toni della storia. Il risultato non è troppo divertente né troppo serio, con alcuni momenti buoni (l’inizio e la lunga sequenza in Iraq, ad esempio), splendide location e canzoni da riscoprire, sommerse purtroppo dal vago e sconclusionato rumore di fondo del film.

  • Corriere della Sera

    'War Dogs', cani da guerra, è stato banalmente tradotto in 'Trafficanti', come il libro (...) che sta alla base di questa vicenda incredibile ma vera, raccontata su 'Rolling Stone'. Si parla di guerra fuori dalla retorica eroica, andando a scavare e scovare quanto costa, quindi l'economia del profitto. Infatti il film è diviso brechtianamente in capitoli con la morale, senza risparmiare stoccate a Cheney ai cui amici vanno le commesse di armi del Pentagono. (...) Todd Philips (...) espone la sua coscienza civile con un action movie di costante tenuta spettacolare ma - pur con voglia di fare anche commedia - sempre con un sottotesto che ricorda i comandamenti etici e la vera inchiesta. E i due protagonisti sono fantastici: straborda di menzogne e cialtronerie Jonah Hill, mentre Miles Teller patisce e tradisce la sua origine di bravo ragazzo: insieme sono una grande coppia buddy buddy, in cui si inserisce a breve Bradley Cooper anche produttore che porta gli occhi azzurri ma questa volta fuorilegge.

  • Il Messaggero

    Soggetto interessantissimo, film così così. Anche perché cucito addosso a Miles Teller (...) e Jonah Hill (...), attore extra-large solitamente irresistibile che però che non esprime un lampo di antipatia o di vera ambiguità nemmeno un secondo (...). Impressionante il contrasto fra il 'realismo' tutto esteriore delle ambientazioni e il tono sciolto sempre un po' da commedia giovanilista garantito da Todd Phillips (...). Difficile fare un film convincente su due tipi che non prendono niente sul serio senza prenderli sul serio almeno un po'. Anche se proprio in questo paradosso stava probabilmente la scommessa del film.

  • La Repubblica

    Reduce dal grande successo di 'Una notte da leoni' e dei suoi due sequel, Todd Phillips trasferisce parte dello spirito goliardico e dell'umore brillante di quegli exploit nel sentimento e nel ritmo di questa nuova storia abbinandoli a sfondi e temi più pesanti, certamente più di un addio al celibato o di una scorribanda a Las Vegas (che comunque è presente pure qui ). (...) Una storia di amicizia, fiducia e tradimento in fin dei conti. Molto spigliata, abbastanza godibile, ferma a un livello superficiale.

  • La Stampa

    (...) Todd Philips (...) ritagliando di fantasia i caratteri dei protagonisti (...) ha imbastito un tipico «buddy movie» giocato sul contrasto della coppia di amici, ma smorzando i toni isterico-farseschi delle sue precedenti pellicole. Si sarà detto che la storia di questi due ragazzi pronti a sconfinare spregiudicatamente dalla legalità all'illegalità è talmente surreale da non aver bisogno di sottolineature. Così l'ironica commedia corre su un registro in sottotono, molto contando sull'apporto degli attori: Jonah Hill è un Efraim di inquietante sfrontatezza, Miles Teller uno sprovveduto David, Bradley Cooper (un cammeo) un commerciante d'armi che non scherza.

  • Il Fatto Quotidiano

    (...) Todd Phillips (...) ritrova Hill, Cooper e aggiusta il tiro: sempre commedia, ma più (semi)seria, con risvolti politici. Buona chimica tra l'ottimo Hill e Teller ('Whiplash'), non mancano però topiche di sceneggiatura e un tragicomico sospetto: troppa carne al fuoco per la cucina povera di Phillips. Aridatece 'Lord of War'.

  • Libero

    Piacerà a patto che non prendiate il film per quello che non vuol essere. Cioè un apologo sul sogno americano tradito, sulle guerre sbagliate dell'America nel nuovo secolo, sul grande affarismo che s'è mostruosamente gonfiato all'ombra delle succitate guerre. No, 'Trafficanti' è una commedia pazza pazza in pieno stile Todd Phillips. Metti due cretini in libertà e li fai agire in un contesto magari serissimo, magari tragico, ma dal quale usciranno incolumi come personaggi di un cartone animato (il gatto Jerry che viene magari schiacciato da una ruspa che nella scena dopo zampotta come niente fosse). Certo, a Todd sono cresciute le ambizioni, gli scenari in cui si muovono David e Efraim sono truculenti e pittoreschi come quelli delle saghe dei film gangsters (Miami non è mai apparsa così trucida dai tempi di 'Scarface' con Al Pacino). E le citazioni sono tante e non tutte necessarie. Ma di Todd è rimasta intatta la bravura nell'orchestrazione dei colpi di scena (non c'è niente da fare, riesce sempre a coglierti di sorpresa). Anche se sai come andrà a finire (...) le traversie della strana coppia t'intrigano fino all'ultimo.

  • Il Giornale

    Parte come se fosse una commedia satirica, ma ben presto vira su toni drammatici, mettendo sul banco degli imputati il famoso Sogno Americano. (...) Trama geniale? No, storia vera. Bravissimi i due protagonisti.

  • Avvenire

    Coniugando ironia e denuncia il regista racconta la storia vera di due ingenui 'cani da guerra'.

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